Personaggi di Spicco:
Granduca: Amedeo VI
Granduchessa: Bona di Borbone
Principe: Amedeo VII
Consigliere di Stato: Gervaso Sampetri
Segretario di Finanze: Pandolfo Malatesta
Rapporti col Papato: Cosimo Florini
Ministro della Guerra: Bornabò Visconti
Armata del Nord
Generale d'armata: Caio Flavio Hostilio
Capitano: Cornelio Batiato
Capitano: Aychelin De La Roche
Tenente Fanteria Pesante: Gaston da Montefalco
Tenente Arcieri: Fierabras da Costantinopoli
Mastro Cerusico: Diego da Norcia
Territorio
Il Granducato Italico è formato dai territori della penisola italiana, eccezion fatta per l'antico stato della chiesa, tuttora sotto il governo di sua Santità il Papa e della curia papale. Oltre questi territori, vittoriosi scontri hanno permesso di annettere ai possedimenti italici le province del sud della Francia, della Croazia, dell'Istria e Dalmazia, e le province Africane di Tunisia, Algeria, Libia, Marocco ed Egitto.
Politica Estera
» Papato: Essendo situato nel cuore del gran Ducato Italico lo stato Vaticano ha una certa influenza sia sul piano decisionale politico che sul piano militare. I suoi Templari e vicari sono a diretto contatto con le più alte ed influenti cariche politiche del regno, tale cooperazione porta persino i Templari a risultare dei comandanti di intere truppe stanziate del gran ducato.
» Unico Impero: Il Granducato Italico gode del favore dell'imperatore Teodorico V, che è arrivato a concedere la mano della sua unica figlia, Amalasunta, ad Amedeo VII figlio primogenito del Granduca Amedeo VI.
» Granducato Anglosassone e Granducato Germanico: Non corre buon sangue tra i Granducati, che si lisciano il pelo l'un l'altro di fronte all'Imperatore, ma che non perdono occasione per farsi la guerra e risaltare sugli altri agli occhi dell'imperatore.
Organizzazione Militare
L'esercito Italico porta su di se con onore e orgoglio i colori del Granducato che sono il bianco e il rosso.
» Fanteria pesante: Come discendenti dell'antico Impero Romano, gli eserciti italici prediligono strutturare le proprie armate a partire da un nucleo corazzato di fanti corazzati almeno con un'armatura di maglia di ferro, ma spesso e preferibilmente con piastre o scaglie di metallo, la testa è protetta, per la maggiore parte, da un elmo normanno o un camaglio, dotati di grandi scudi di derivazione normanna, atti a sostenere sia l'impatto delle fanterie avversarie che il martellamento derivato dagli attacchi portati con armi a distanza, oltre alle cariche della cavalleria.
» Lancieri: Intorno a questo nucleo “statico” trovano il loro spazio di manovra le fanterie leggere, gli arcieri nonché i picchieri e gli alabardieri, questi ultimi indispensabile seconda linea nelle mischie più cruente; per fronteggiare questi scontri sono corazzati in maniera piuttosto pesante, sarà quindi ovvio trovare corazze di metallo indosso agli appartenenti a questo reparto,i quali brandiscono un'arma lunga a due mani di loro scelta che permetta di portare attacchi in affondo per scardinare le difese nemiche.
» Cerusici: Altra carta vincente degli italici, anche questa reminiscenza del glorioso esercito romano, è la consuetudine di avere molti cerusici che affiancano le truppe in combattimento; almeno un cerusico per ciascuna compagnia, in modo tale che sia portata il più presto possibile assistenza ai militi feriti. Il cerusico sarà equipaggiato in maniera adeguata al reparto di cui fa parte, dimodoché possa sostenere al meglio i suoi compagni d'arme in ogni situazione.
» Arcieri: L'arcieria Italica ha molte volte dimostrato le proprie capacità, e sotto la guida del proprio tenente ha più volte dato un contributo fondamentale alle vittorie dell'esercito. Ogni arciere è corazzato generalmente con un armature leggere quali gambeson o una corazza di cuoio, più raramente con parti di metallo o maglia di ferro; i sagitti sono armati, ovviamente, con arco o balestra e faretra; inoltre portano con se anche un'arma da mischia a una mano.
» Fanteria leggera: Armata in modo vario e priva della possibilità di resistere all’urto sia della cavalleria che della fanteria pesante, era utilizzata in operazioni belliche che richiedevano formazioni aperte ed il combattimento individuale. Armata di spada corta e scudo piccolo, con protezioni leggere quali gambeson e pettorali di cuoio indurito, veniva utilizzata principalmente per la sua rapidità nell'aggiramento degli schieramenti avversari, principalmente per puntare agli arcieri nemici.
» Templari: Menzione a parte va riservata ai Cavalieri Templari, che rappresentano la chiesa nell'esercito italico, abili guerrieri consacrati alle regole della chiesa e guerrieri indomiti, normalmente hanno una corazzatura di metallo, almeno una maglia di ferro, la testa protetta da un camaglio, un elmo normanno o da un pentolare, se non anche da una cervelliera; sono armati di scudo grande, spesso anch'esso alla normanna, hanno sempre con loro l'inseparabile spada lunga. Diversamente dall'esercito regolare i Templari indossano la tunica dell'ordine, bianca con croce templare rossa sul petto.
» Comando: I Comandanti Italici si riconoscono in quanto portano sul proprio elmo una corona di cordoncino intrecciato con i colori dell'esercito. Mentre ogni altro soldato porta una tabarda con i colori della fazione, il bianco ed il rosso.
Ciò che realmente rende questo esercito una formidabile arma e un nemico da rispettare e temere è sopratutto la disciplina. Gli ordini vengono sempre impartiti da ufficiali sul campo, consci dello svolgersi dei combattimenti e pronti a intervenire quando necessario; da questo il rispetto che le truppe hanno per i loro comandanti che sarebbero pronte a seguire in qualunque impresa.





